Siediti, fatti una tisana al finocchio e respira, perché quello che sto per dirti farà male ai tuoi preziosi ricordi in 8-bit. Abbiamo passato trent’anni a cercare di convincere il mondo che essere “Nerd” era figo. Abbiamo lottato contro i bulli, abbiamo trasformato i fumetti in kolossal da miliardi di dollari e abbiamo reso la tecnologia la religione del secolo.
E sapete che c’è?
Abbiamo vinto!
Oggi l’estetica nerd è il mainstream. Non esiste più la classificazione “Nerd” come ghetto sociale, perché ormai lo sono tutti. Quindi, per favore, smettetela di sentirvi degli “emarginati non compresi”, perché la verità è che siete diventati esattamente quello che odiavate: dei “vecchi da cantiere”, gli Umarèll del gaming! Vedo gente di 40 o 50 anni che ha passato metà della vita chiusi in una stanzetta e che oggi passa l’altra metà a lamentarsi di come stia cambiando l’intrattenimento. Siete diventati quegli anziani col cappello e le mani dietro la schiena che guardano i lavori stradali criticando come il giovane operaio indossa i pantaloni o le scarpe, nemmeno per come tiene la cazzuola! Un po di vergogna dovreste impiantarvela…
Prendiamo un esempio eclatante — e lo dico chiaramente: è solo un esempio, ma spiega tutto. Parliamo di World of Warcraft. Un gioco che ha 26 anni di storia sulle spalle. Ogni volta che gli sviluppatori inseriscono una risorsa nuova, un sistema più fluido o qualcosa che cerchi di attirare un target giovane (perché, sorpresa, le aziende devono sopravvivere), scatta la rivolta dei “Matusalemme del Raid”. Gente che gioca da 25 anni e che si lamenta di tutto. Sempre. Da sempre. Se metti una semplificazione, “il gioco è diventato per nabbi”. Se non la metti, “il gioco è stagnante”. Sono vent’anni che questi vecchi veterani predicano la fine del mondo per ogni singola implementazione, incapaci di capire che il mondo fuori dalla loro gilda è andato avanti, ma guarda un po loro continuano a giocare…
La verità è che vi siete costruiti un palazzo mentale fatto di nostalgia tossica e senso di superiorità. Vi sentite i “custodi del sacro fuoco” solo perché sapevate configurare un modem 56k mentre i ragazzini di oggi usano la fibra.
Ma ecco la notizia bomba: il vostro vittimismo ha stancato. Non potete continuare a stressare il prossimo con discorsi tipo “non ci sentiamo più compresi”. Siete compresi benissimo, siete il mercato di riferimento di metà delle multinazionali del pianeta! Il punto è che vi siete chiusi per quarant’anni a piangere su voi stessi perché “nessuno vi capiva”, e ora che tutti vi capiscono, vi lamentate perché non siete più “speciali” (poveri bimbi toccati dagli angeli).
Imparate dalle nuove leve, apritevi alle nuove generazioni, invece di guardare ogni novità con lo scetticismo di chi aspetta solo di poter dire “ai miei tempi era meglio”, provate a imparare qualcosa. Le nuove leve hanno un’energia, una velocità e una capacità di godersi le cose che voi avete sepolto sotto strati di cinismo e polvere di vecchie console. Imparate altre emozioni che non siano il risentimento o la critica costante. Imparate a godervi le cose per quello che sono oggi, non per come le ricordate (spesso male) attraverso il filtro della vostra infanzia.
Abbiamo lavorato sodo per rendere il mondo a nostra immagine e somiglianza. Ora che ci siamo riusciti, godetevi il risultato invece di fare i guardiani del nulla. Meno lamentele e più tisane al finocchio. E se il nuovo target non siete voi, fatevene una ragione: il mondo non si ferma perché il vostro personaggio ha in tutto 60 poligoni (lo so questa è troppo nerd anche per me, la capiranno in pochi).




