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L’EGOISMO È NECESSARIO

ARTICOLO AUDIO PER NON VEDENTI

Cìè qualcosa nell’aria che è più potente di dieci anni di analisi e più accomodante di un GinTonic dopo il lavoro: “Ma che me ne fotte”.
Non leggerlo con la voce della pigrizia o dell’ignoranza. Leggilo con la voce della liberazione.
Viviamo in un’epoca in cui siamo costretti a sentirci responsabili di tutto, avere un’opinione sull’ultima polemica social, indignarci per quello che ha detto un essere umano generico, un politico, un influencer a millemila chilometri da noi, dobbiamo caricarci sulle spalle i drammi di gente che non conosciamo e che non vedremo mai. Risultato? Un’ulcera perforante e un potenziale energetico che crolla perchè lo sprechiamo in stronzate.

La verità è che abbiamo smesso di coltivare il nostro giardino perchè siamo troppo impegnati a guardare il marciume in quello degli altri attraverso lo schermo di uno smartphone.

Applicare il mantra del “ma che me ne fotte” non significa diventare delle bestie insensibili. Significa tracciare una linea, un confine. C’è un limite oltre il quale il tuo problema smette di essere il mio, specialmente se quel problema non mi riguarda direttamente, non tocca la mia pelle e non cambia di un millimetro la mia realtà. È egoismo personale? Si. Ed è maledettamente rilassante e necessario. È quella forma di sopravvivenza che ti permette di dire: “Oggi la mia priorità sono io, il mio equilibrio e la mia salute mentale”. Tutto il rumore di fondo, le lamentele sterili, le guerre di religione sui social e le vite degli altri esposte come il gorgonzola e il salame ungherese al bancone della salumeria… be’, ma che me ne fotte!

Beninteso (come direbbe il magister Barbero): il fregarsene ha un limite. Non si parla di girarsi dall’altra parte davanti alle ingiustizie vere o al dolore di chi ami. Si parla di smettere di farsi succhiare con gorgogli da pornostar, il sangue dai vampiri emotivi della società contemporanea.

Cercare di salvare il mondo ogni cazzo di giorno, ogni mattina prima del caffè come dei supereroi Marvel è il modo più veloce per finire a prendere una Xanax a pranzo. Io ho scelto di curarmi di meno di quello che succede fuori dal mio orticello e di concentrarmi su quello che accade dentro. Anni fà eravamo più bravi in questo. C’era la nostra cricca di disagiati, la nostra cerchia, e il resto del mondo poteva tranquillamente andare a farsi fottere. Oggi siamo tutti interconnessi in una megalitica e orripilante rete di ansia collettiva.
Quindi, “here’s my two cents“: la prossima volta che qualcuno cerca di trascinarti in una polemica inutile o di caricarti di un problema che non è tuo, fai un bel respiro, pensa a stare bene e recita il mantra “Ma che me ne fotte!” e in base alla gravità del problema, alla sua mole, aumenta o diminuisci le “O”, tanto più grave tanto più lungo: Ma che me ne fooooooootte!
È un filtro magico, ti pulisce la vista, ti abbassa la pressione e ti restituisce l’unica cosa che conta davvero: il tuo tempo.

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